Qualche giorno fa, frugando con lo sguardo tra gli scaffali di un mercatino dell'usato, un piccolo libriccino ha attirato la mia attenzione.
E' stato pubblicato da Longanesi & C. nei lontani anni '50, quando non ero nemmeno nata, alla modica somma (per quei tempi) di 16.000L.
L'autore è Roger Price, uno dei fondatori della casa editrice americana Price Stern Sloan, quella che ha pubblicato "La Legge di Murphy", un libro che tutti conosciamo e dal quale tutti ci siamo sentiti presi in causa almeno una volta.
Ma tornando al nostro libricino, come avrete intuito dal titolo del post, ad accendere la mia curiosità è stato il titolo: "Il libro degli scarabeschi".
Passare dalla parola scarabocchi a scarabeschi è stato un attimo, ma cerchiamo di capire cosa sia uno scarabesco o, in inglese, droodles.
A mio modesto parere sono una perla per intenditori.
Si presentano all'occhio come dei piccoli scarabocchi, disegnini più o meno astratti e dai molteplici significati.
Solo chi li ha creati riesce a percepirne la vera essenza. Ogni scarabesco è accompagnato da un'unica implicita domanda "Che cos'è?", e di solito da una o più risposte ironiche che inducono chi li osserva a vederne quasi l'ovvietà: "Come ho fatto a non pensarci?"
Sono basati sulla pareidolia, una tendenza umana innata di imporre un significato a forme ambigue. Basta pensare ai disegni primordiali dei bambini piccoli, agli scarabocchi che facciamo mentre parliamo al telefono o ascoltiamo un relatore noioso, all'astrazione più profonda di famosi artisti, alle costellazioni, alla forma delle nuvole che ci sorvolano.
Gli scarabeschi appaiono insensati ad un primo sguardo ma, lentamente, assumono un significato più o meno chiaro nella nostra mente... la maggior parte delle volte sarà banale, ma con un po' di sforzo e allenamento i nostri neuroni saranno in grado di far emergere le idee più bizzarre e disparate.
Purtroppo nel momento in cui ne scopriremo il vero significato non si riuscirà più a percepirlo diversamente, sarà talmente ovvio che la magia svanirà con tutto quello che avevamo precedentemente immaginato.
Vi ho messo in confusione?
Non ci avete capito niente?
Facciamo degli esempi:
Uno degli scarabeschi più vecchi è stato disegnato da un artista italiano, il Sig. Agostino Carracci (1557-1602)
Il cantante Frank Zappa ha usato un droodle per la copertina di un suo album.
"Nave giunta troppo tardi per trarre in salvo una strega che sta annegando."
E' stata addirittura creata un app gratuita per smartphone e tablet, "Guy in a hat"
A questo punto starete pensando: "E quindi?"
Già, e quindi?
Questi disegnini senza senso stanno stimolando la mia creatività e la mia natura cervellotica, quindi aspettatevi bizzarre storielle ispirate a loro.
To be continued...




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